La storia





















Il Museo Archeologico Eno Bellis di Oderzo raccoglie le testimonianze dell’antica Opitergium, importante centro economico ed amministrativo in età veneta antica e romana: aperto al pubblico nel 1881, ha oggi sede nella Barchessa di Palazzo Foscolo.

Il percorso espositivo si sviluppa cronologicamente a partire dalla sezione preromana, che offre una documentazione di notevole pregio riferibile all’abitato Veneto e raccoglie alcune testimonianze epigrafiche in lingua venetica, numerosi bronzetti votivi, due eccezionali terrecotte zoomorfe e la bardatura in ferro e bronzo che accompagnava la sepoltura di un cavallo.


Di grande impatto visivo è la sala dei banchi di anfore, che ricostruisce scenograficamente le principali deposizioni di anfore e ospita, oltre ad una selezione di materiali provenienti dallo scavo del cosiddetto deposito ceramico, una serie di reperti rinvenuti in alcuni pozzi romani di Oderzo. Al centro della sala, la restituzione tridimensionale degli scavi cittadini guida il visitatore alla conoscenza della città romana.


Al piano inferiore del museo sono raccolte numerose testimonianze riferibili al periodo romano, presentate per aree tematiche. Rimandano all’ambito funerario le are cilindriche, le urne in pietra e le stele, raccolti nell’ampio corridoio centrale; ad aspetti diversi della vita quotidiana sono invece riconducibili l’ampia raccolta di monete, gli elementi di decorazione architettonica, fibule, chiavi e la notevole collezione di bronzetti di età imperiale.  

Conclude il percorso la sala dei celebri mosaici policromi tardo antichi, rinvenuti all’inizio del secolo scorso ed interessati in anni recenti da importanti studi, che hanno proposto una nuova lettura dell’insieme musivo, confermandone l’appartenenza alla decorazione di un’unica domus.