Di segni e parole

fino a domenica 22 dicembre 2012
Pinacoteca Alberto Martini, Oderzo 

Pinacoteca Alberto Martini
dal mercoledì al sabato ore 9.00 - 12.00 e 15.00 - 18.00
domenica ore 15.00 - 18.00

Di segni e parole presenta le chine originali di Alberto Martini per i Racconti del Mistero e dell’Orrore di Edgar Allan Poe.










Le opere e i testi in mostra propongono una “lettura” mirata, intesa a far cogliere la condivisione della visione poetica che si ritrova nel segno raffinatissimo e avvincente (o “di segno”) dell’artista italiano, interprete eccezionale della parola (ovvero dei Racconti Straordinari e Le storie grottesche) dello scrittore americano, inventore del cosiddetto genere giallo. Testi e supporti di approfondimento multimediali offriranno opportunità diverse di indagine e nuove occasioni di scoperta.

Le 23 chine martiniane, provenienti da collezione privata, fanno parte del ciclo di 136 disegni a penna ispirati ai Racconti Straordinari ed a Le storie grottesche di Edgar Allan Poe, grazie al quale Martini raggiunge le più alte vette poetiche e tecniche per genialità d’invenzione, originalità espressiva, raffinatezza esecutiva, ottenendo l’unanime approvazione della critica contemporanea e successiva.

L’artista vi è giunto dopo le prime prove degne di nota dedicate all’esplorazione realista del mondo contadino ispirata ai temi socialisti e umanitari dominanti (1892-1896); realizzando quindi i disegni dedicati al Morgante Maggiore di Luigi Pulci, alla Corte dei Miracoli e all’Albo della Morte (1894-95) in cui è stilisticamente avvicinabile al mondo tedesco, in particolare a Max Klinger; e dopo le opere per La Secchia Rapita di Alessandro Tassoni, ispirata agli amatissimi incisori della prima metà del XVI secolo (Albrect Durer, Hans Baldung Grien) con recuperi neo-manieristi e simbolisti in linea con quelli di Jacques Callot e Joseph Sattler.

In questi ultimi lavori, alcuni dei quali di grande forza espressiva e originale invenzione creativa, ma denuncianti incertezza e dubbio nei confronti del riferimento letterario scelto, pare non ritrovarsi quella profonda affinità riscontrabile invece tra l’artista opitergino e Edgar Allan Poe, la cui poetica della visionarietà e dell’estraniamento misterioso, dell’onirico, dell’irreale fantastico, sono rintracciabili nell’identico abbandono alla dimensione dell’inconscio.