La vita e le opere 1928-1954






















1928
Nel febbraio la proposta di Martini trova realizzazione nella mostra "Raccolta internazionale d'arte offerta dagli autori in omaggio a Pica", tenutasi a Milano alla Galleria Scopinich. Per l'occasione Martini esegue una vignetta utilizzata per la copertina del catalogo e un disegno in cui ritrae di profilo il volto di Pica. Deluso e amareggiato dall'ostilità dei critici italiani, che verso la fine degli anni Venti sembrano ignorare i suoi lavori, Martini si trasferisce a Parigi ove trova amicizie altolocate e numerosi estimatori della sua arte. "I miei nemici - scrive alla moglie il 21 agosto 1929 - (molto piccoli ma nemici) che congiurano continuamente contro di me, capitanati dalla signora S. [Sarfatti] ovvero i soci della signora S. malgrado la sua e la loro mentalità assolutamente insufficiente per giudicare l'opera mia, hanno giurato di cancellarmi non solo dai pittori italiani...ma hanno giurato anche di cancellarmi come pittore nella memoria degli italiani, impedendomi di presenziare nelle esposizioni e nel mercato italiano...So bene che la mia pittura originale può dar noia agli scarabocchini ed ai criticonzoli miopi, invidiosi dell'intuito di Pica..." Lo stesso Pica, d'altra parte, subirà l'onta della dimenticanza. A Parigi Martini rimarrà sino al 1934, a eccezione di qualche breve soggiorno in Italia e un viaggio a Berlino nel 1932. "....Vissi per parecchi anni a Montparnasse, il quartiere degli artisti - ricorda Martini nella sua Vita d'artista - , in un atelier ultimo stile, tanto grande e alto, che salendo una scaletta interna, mi trovavo in un piccolo appartamento che girava come una loggia di teatro. ...Quando sentivo che il mio artistico era stanco scendevo nei Boulevards, nelle rumorose terrazze frequentate da migliaia di piccoli e grandi artisti di tutto il mondo. Montparnasse era la babele dell'arte, erede di quelle del Quartiere Latino e di Monmartre...Mi sedevo, spettatore appartato, per osservare l'interessante commedia dell'arte che si svolgeva intorno. Gli attori erano giovani artisti in attesa di successo, vecchi celebri dall'espressione soddisfatta o agonizzanti nella disillusione, nell'alcool, nella follia... ". In questi anni la moglie, rimasta in Italia, lo raggiunge periodicamente. Nella capitale francese Martini frequenta l'ambiente dei critici e dei letterati. Stringe amicizia con Solito de Solis, musicista e appassionato d'arte, che lo introduce nei salotti aristocratici parigini. Inizia a dipingere "alla maniera nera" eseguendo opere di impostazione surrealista: ne sono esempio gli oli Conversazione con i miei fantasmi, Fiore dello scoglio, La prigione sotterranea. A proposito di questo nuovo modo di dipingere, Martini annoterà :"...La grande finestra del mio studio è aperta nella notte. In quel nero rettangolo passano i miei fantasmi e con loro amo conversare. Mi incitano a essere forte, indomito, eroico, mi sussurrano segreti e misteri che forse ti dirò. Moltissimi non crederanno e me ne duole per loro, perché chi non ha immaginazione vegeta in pantofole: vita comoda, ma non vita d'artista. Una notte senza stelle, in quel rettangolo nero mi vidi come in uno specchio. Mi vidi pallido, impassibile. E' la mia anima, pensai, che ora specchia il mio volto nell'infinito e un giorno specchiò chissà quali mie sembianze, perché se l'anima è eterna non ha né principio né fine e noi non siamo ora che un suo differente episodio terreno. E questo pensiero rivelatore mi turbava [...]Assorto com'ero in questi intricati pensieri, trasalii sentendomi accarezzare in modo strano la mano che avevo posata sopra un libro aperto sotto una lampada. [...] Mi voltai e vidi posata accanto alla mia mano una grande farfalla notturna che mi guardava battendo le ali. Anche tu, pensai, stai sognando e l'incantesimo dei tuoi immoti occhi di polvere mi vede un fantasma. Sì, notturna e bella visitatrice, sono un sognatore che crede nell'immortalità, o forse un fantasma del sogno eterno che chiamiamo vita". 

1929-30
In questo periodo parigino Martini, produce una cospicua serie di opere pittoriche "alla maniera chiara": "...Incominciai a dipingere con crescente entusiasmo una numerosa serie di quadri in contrasto con quelli a la maniera nera, che chiamai ‘pitture coi colori del cielo', i colori eterni, con le gamme dell'infinito; e mi sembrava di vivere nell'etere. [...] la composizione di queste pitture è frutto di una lunga, intensa elaborazione formale, malgrado lo stato di veggenza e di spontaneità creativa. Alcune figurazioni, dopo quattro, sei, dieci anni dal loro compimento sono ancora per me dei misteri non rivelati [...] queste pitture vengono apprezzate solo dai pochi che valgono più dei molti, e non da questi che in arte non valgono affatto. Chi non ha comprensione, né fede vale niente in tutte le cose della vita, e in arte chi manca di comprensione, di chiaroveggenza (i molti), è una nullità, o, se vi piace, un cadavere che vaneggia. L'arte non è fatta per i cadaveri. Nella maniera chiara: l'occhio specchio dell'anima in cui si compongono le forme mentali prima della loro conversione in oggetto pittorico, e in cui avviene la confluenza percettiva totale di esterno e interno; lo sguardo legato alla simultaneità di ricezioni cosce e inconsce (Invenzione dell'occhio umano)...". (Vita d'artista) . Martini torna a dedicarsi all'illustrazione in bianco e nero di numerosi testi; esegue infatti disegni a penna e acquarelli colorati per Une saison en enfer di Rimbaud, Les fleurs du mal di Baudelaire, Poèmes di Mallarmé, L'homme qui rit di Victor Hugo, La croix de bois di Dorgelès, La danse macabre di M. Orland, Les destinées di Alfred de Vigny.


Nel 1930 partecipa alla XVII Biennale di Venezia con l'olio L'uomo che crea.

1932
Si dedica in particolar modo alle arti applicate: disegna una serie di progetti per piccole sculture in vetro ispirandosi ai canoni stilistici dell'art déco e del Novecento e una cinquantina di illustrazioni per stoffe o carte da parati, probabilmente commissionate dall'industriale tessile Adolfo Bogoncelli.


1934-40
A causa della precaria situazione finanziaria Martini è costretto a rientrare a Milano. Qui, in occasione della Triennale milanese, esegue il bozzetto per il trittico Battaglia d'uomini e demoni; con quest'opera si impegna a esaltare le conquiste del regime. Allo stesso tempo però, soprattutto tra il 1935 e il 1936, rivela il suo acceso antinovecentismo tramite la pubblicazione sulla rivista "Perseo" di disegni, didascalie e vignette caratterizzati da una pungente vena satirica. Continua le illustrazioni, iniziate a Parigi nel 1929, per l'Aurelia di G. de Nerval, che terminerà nel 1944. A questi anni risalgono anche un disegno a penna in inchiostro di china per i Fioretti di S. Francesco, le tavole illustrative per il libro Cuore di E. De Amicis (1936) e una serie di disegni per la tragedia di Guido Stacchini Il Titano liberato.


1941-52
Illustra con una serie litografica a colori La vita della Vergine e altre poesie di R.M. Rilke. Esegue inoltre un ciclo grafico per La vita di Cristo (1943-1944).


Nel dicembre 1946 partecipa alla "Esposizione internazionale di ex libris e illustrazione del libro" al Museo di Belle Arti di Nancy, dove gli viene conferito un diploma d'onore.

Nel 1947 esegue dodici puntesecche raccolte sotto il titolo Poema mitografico. In questi anni Martini continua a dedicarsi anche all'attività pittorica alternando a opere caratterizzate da un mediocre naturalismo lavori resi con un realismo non privo di notevole efficacia espressiva. Tra le pitture a olio più interessanti vanno ricordate: Anime gemelle ( 1945), Corteo di Venere ( 1949), La valle di Cleopatra (1950) . Nel 1952 espone alla XXVI Biennale di Venezia i disegni a penna in inchiostro di china colorati a pastello dal titolo La realtà e i sogni di gloria e La finestra di Psiche nella casa del poeta.

1954
l'8 novembre alle ore 18,30 muore a Milano, all'Ospedale Fatebenefratelli.

Lascia un testamento spirituale, auspicando l'istituzione di un museo dove custodire le memorie e i documenti del surrealismo italiano.


Immagini
1. Le piume rosa, 1927

2. Morte di Maria, La Vita della Vergine 1943
3. Ester, La Vita della Vergine, 1943
4. Il veggente, La Vita della Vergine, 1943
5. Le tentazioni, La Vita di Cristo, 1943-44