Sala 4

"Se l'arte antica ... non fosse stata a suo tempo nuova, non sarebbe diventata antica e venerabile" (da La prova suprema. Pena capitale, in Vita d'artista di A. Martini)






















La Secchia Rapita di A. Tassoni (1895-1903, ripresa nel 1935), di cui Martini realizzerà 242 tavole (di cui 68 conservate presso la Pinacoteca) a penna di china è ospitata nella sala 4. I raffinati lavori de la Secchia mostrano l'iniziale orientamento dell'artista verso fonti di gusto medievale e cavalleresco-popolare, pur se scanzonate e ironiche, per la sua vocazione congenita tesa a cogliere nel realismo letterario l'incidenza del paradosso nel quotidiano. Cosi', il segno scelto da Martini dettaglia analiticamente il vero ma è contraddistinto dal forte contrasto di luci e ombre per deformare la verosimiglianza in direzione antinaturalistica.
 



Didascalie 

1. Sala 4
2. "Tutto quel dì, tutta la notte intiera i miseri Petroni ebber la caccia; ne coperse ogni strada, ogni riviera Manfredi Pio che ne seguì la traccia", (Canto I, ottava XLI), 1901, penna di china nera e tracce di matita
3. Vulcano, Bacco Venere Marte, Avia Pervia, Museo della Secchia Rapita-Olimpo, (Canto II, ottava LIV), 1936, penna di china nera
4. "Soldati del conte di Culagna", (Canto III, ottava XIII), 1936, penna di china nera