Sala 5

"Il bianco e nero / lunatico nottambulo /luce e deserte tenebre / tutti i colori trasfigura"





















La Sala 5 espone le opere a china ispirate ai Racconti di E. A. Poe (1905-09). Una notevole raffinatezza tecnica accomuna queste tavole, dove la penna "... e', a seconda dei casi, forte come un bulino e leggera come una piuma." I passaggi dal bianco al nero, la modellazione delle carni, dei veli, dei velluti, dei capelli, dell'acqua della luce e del fuoco sono ottenuti con una finissima tessitura di tratti, elaborati, ancora e sempre "... con la penna riversata, poi punteggiando e infine ritoccando con la punta d'acciaio ....".
Quelle dedicate a Poe sono, infine, opere preziosamente raffinate, intrise di un cupo mistero fantastico che ben rappresenta quell'estetica della visionarietà' e dello spaesamento che presto porteranno Martini al surrealismo.

Accanto a queste, opere tardosimboliste particolarmente interessanti perché precorritrici dell'arte surreale martiniana: i drammatici Misteri del 1914 e 1915, divisi in sei tavole dedicate a temi esistenziali (Amore, Morte, Infinito, Follia, Sogno, Nascita) editi dalla casa editrice Bottega di Poesia nel 1923 con il commento di Emanuele di Castelbarco; l'Autoritratto-biglietto da visita, del 1914, e Felina, la farfalla con corpo femminile, metafora dell'anima artistica martiniana, del 1915.

 


Didascalie

1. Sala 5
2. L'arciduchessa Anna Peste, 1930, penna di china nera su cartoncino
3. Il cuore rivelatore, 1930, penna di china nera su cartoncino
4. Una discesa nel Maelstrom: la voragine, 1905, penna di china nera su cartoncino
5. Biglietto da visita di Alberto Martini, 1914, penna di china nera su cartoncino